Comunicazione Importante - Covid-19: CLICCA QUI

Stagione INDA 2017: tra teatro, mito e contemporaneità


Sabato 6 Maggio è partita la stagione 2017 delle tragedie greche di Siracusa.

Ogni anno, dalla Sicilia ma anche da paesi esteri, si rinnova un rito sacro e magico, al contempo.
È un rito che unisce il potere catartico del teatro con quello atavico della tradizione; che suggella, in un luogo ben preciso, la storia e il mito; che annulla la dimensione individuale del singolo per risolverla in quella collettiva della città.
Ogni anno, Siracusa diviene una parte di Grecia e riesce a combinare il passato di una cultura antica con il presente di una realtà moderna e il futuro di una dimensione che sarà, ma che deve guardare alle radici se vuole volare alto.

Il teatro greco si riempie di storie perché dietro ogni spettatore, seduto tra quelle pietre antiche, si nasconde, inevitabilmente, la storia di un viaggio, di una passione, di uno studio matto e disperato o di semplici reminiscenze classiche.
Periodicamente, l’energia di Siracusa si fonde in un rapporto d’amore, sempre nuovo, con la drammaturgia di Eschilo, Sofocle ed Euripide: il risultato è una trasposizione efficace di un messaggio antico che si rivela straordinariamente moderno.
È stato il grande merito dei poeti antichi: riuscire a descrivere l’animo più profondo dell’uomo.
Mentre, il loro più grande pregio è stato quello di sviscerare le qualità di un’umanità universale: un’umanità in grado di percorrere i secoli, camminare nel tempo e giungere, intatta, fino ai nostri giorni.

Quest’anno, il cartellone prevede l’avvicendarsi de “I sette contro Tebe” e le “Fenicie” di Euripide.
A partire dal 6 Maggio e fino al 25 Giugno le due tragedie si alterneranno per due mesi.
In programmazione, è stata inserita anche una commedia: “Le Rane” di Aristofane che vede la partecipazione di Valentino Picone e Salvo Ficarra.
La commedia andrà in scena dal 29 Giugno al 9 Luglio e chiuderà la stagione INDA 2017.

Il 19 Giugno, inoltre, il programma, in occasione della Giornata Mondiale del rifugiato, sempre in un’ottica che vede il teatro come strumento di dialogo tra i popoli, prevede una serata speciale di spettacolo e riflessione sui migranti, tema molto sentito in una terra di frontiera come la Sicilia.
A confermare, inoltre, il carattere internazionale di una manifestazione suggestiva, imponente, antica nei contenuti ma nuova nella forma, è il fatto che, quest’anno, ogni tragedia vedrà la traduzione simultanea in inglese. A dimostrazione che il teatro è un linguaggio universale: capace di volare sopra le differenze linguistiche per racchiudere sotto la sua egida popoli, racconti e sentimenti molteplici al fine di ricondurli a unità.