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I tesori di Akragas.Le collezioni del British Museum


Parte il 21 Aprile 2017, una mostra che racconta la vecchia Akragas tramite i reperti custoditi e protetti dal British Museum. Da tempo l’Inghilterra sta cercando di creare un ponte artistico tra la Sicilia e il British Museum. Questo ponte esisteva già tra il Settecento e l’Ottocento, quando la Sicilia era meta dei Grand Tour dei Lord Inglesi e lo scambio di idee, in un Europa senza internet, camminava sulle gambe degli avventurieri e dei poeti.

Il 21 Aprile, nel cuore del Parco Archeologico della Valle dei Templi di Agrigento, è stata inaugurata presso la prestigiosa sede di Villa Aurea, la mostra : I tesori di Akragas. Le collezioni del British Museum.
Villa Aurea, è residenza dell’ammiraglio inglese Alexander Hardcastle, l’uomo grazie al quale è stato possibile creare un ponte tra la Sicilia e la Gran Bretagna.
Il magnate, infatti, ha investito buona parte della sua vita, nel recupero e nel restauro del patrimonio artistico e archeologico dell’antica città greca Akragas.

L’evento, di grande rilievo storico, artistico, culturale e mediatico, è di caratura internazionale e intende rafforzare il legame, già esistente, tra la Sicilia e il Regno Unito.
Infatti, proprio l’anno scorso, era stato proprio il British Museum a inaugurare Sicilia Culture and Conquest: una mostra speciale dedicata alla storia, al mito e all’arte della Sicilia.
È un segnale chiaro che l’Inghilterra guarda alla nostra isola con molto interesse, rispetto e attenzione.

Per la prima volta, in occasione di questa mostra, dunque, ritornano proprio nella Valle dei Templi alcuni preziosi reperti che ivi furono rinvenuti ma che, in secondo momento, vennero trafugati per alimentare il mercato antiquario illegale del vecchio continente.
Proprio tramite tale mercato, i reperti giunsero tra le vetrine del Britsh Museum e lì sono stati custditi fino a oggi.
Altri reperti, invece, giungono da prestigiose collezioni d’arte europee, che sono state acquisite, solo in un secondo momento, dal museo londinese.

Una delle collezioni più importanti, presenti alla mostra, è la collezione Townley, appartenuta all’omonimo aristocratico inglese che acquistò buona parte delle opere durante il Grand Tour tra il Settecento e l’Ottocento.
Oggetti antichi, monete d’oro, gioielli e alcuni disegni, realizzati dall’architetto Cockerell, famoso per i suoi studi sui Telamoni del tempio di Zeus Olimpio.
Anche Cockerell come Townley ebbe modo di conoscere le opere dell’acropoli durante un Grand Tour.
Questi viaggi i giro per il mondo conosciuto, molto in uso tra i rampolli dell’aristocrazia inglese, avevano il grande merito di sviluppare il senso d’avventura ma anche di mettere in circolo idee, espressioni artistiche, studi e collaborazioni.

Pezzo forte della mostra è però un calco in gesso, donato da Sir Hardcastle al British Museum, di una placca fittile raffigurante una delle dodici fatiche di Eracle, il cui originale è stato trovato durante lo scavo del santuario delle divinità ctonie. Il valore dell’oggetto è simbolica testimonianza del rispetto e dell’amore che lega la storia dell’ammiraglio alla Valle dei templi.
Questi, infatti, finanziò gli scavi che portarono alla luce nuovi e importanti reperti ma inviò alla terra natìa solo i calchi delle opere rinvenute, non già gli originali.
All’ammiraglio, Agrigento deve tanto per la conservazione del suo patrimonio e questo ponte tra l’Inghilterra e la nostra isola è un motivo in più per spingere noi di Retevacanze a consigliarvi di scegliere questa terra bellissima che ci pregiamo di consigliarvi.